Ubuntu, fortuna e rovina di Linux?

29 Luglio, 2008 at 9:00 | In Linux | 4 Comments
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Voglio esordire con questa citazione, presa da un forum. È reale, ne parleremo nell’articolo.

«Ubuntu è basato su GNU/Linux mentre Kubuntu su KDE»

Ubuntu. Questa distribuzione di GNU/Linux mantenuta da Canonical, società fondata nel 2004 da Mark Shuttleworth, è probabilmente la piú utilizzata, grazie alla sua estrema facilità d’uso. Ma non tutto è rose e fiori…

Ubuntu è pensata per i nuovi utenti del sistema operativo del pinguino: offre un sistema di installazione semplificato (ed ora supporta anche l’installazione diretta da Windows, cosa che comunque non apprezzo perché riduce Linux a un semplice “programma da installare su Windows“); permette di installare ed aggiornare un grande numero di programmi tramite una semplicissima applicazione; trova automaticamente i driver migliori per le nostre schede video, audio e tutte le periferiche connesse al computer… e molto altro ancora.

Insomma, si può dire che Ubuntu abbia semplificato la vita ai principianti; certamente ha aiutato ed aiuta moltissime persone ad avvicinarsi al fantastico mondo del free software. Io stesso ho iniziato la mia carriera di Linuxiano con Ubuntu. Giunto ad un certo momento, dopo circa un anno di utilizzo di questa distribuzione, ho capito di essere diventato abbastanza esperto per poter passare ad altro.

E qui arriva in gioco l’«altro». Il nocciolo, GNU/Linux, è sempre lo stesso. Cosa cambia allora? Sicuramente la modalità di installazione: ho infatti deciso di passare ad Arch Linux, che non offre quasi nulla di «già pronto». Questo è uno svantaggio poiché rende piú lungo il processo di installazione e la successiva configurazione; da un altro punto di vista, tuttavia, è migliore poiché permette l’installazione dei soli programmi che utilizziamo. Ubuntu ci fa invece trovare con un computer sí funzionante ma anche pieno di applicazioni che mai utilizzeremo: con Arch è diverso; qualsiasi cosa ti serva — a meno che non sia indispensabile come ad esempio l’editor di testi Nano — la devi installare. Cosí sei sicuro di avere solo ciò che utilizzi, senza dover sporcare il computer di inutilità.

Ma torniamo al discorso iniziale. Ubuntu ha aiutato molti inesperti ad affrontare il grande passo, il radicale cambiamento (che comunque può avvenire in modo graduale, grazie alla possibilità di installare piú sistemi operativi sulla stessa macchina). Questo porta una ventata d’aria fresca nella cantina buia che è entrata nell’immaginario collettivo del Web come sinonimo di «utente Linux». Piú gente prova i programmi e ne segnala quindi eventuali bug o caratteristiche utili non implementate; allo stesso tempo i programmatori sono maggiormente incoraggiati a creare programmi facili, sia da installare che da usare; piú documentazione tradotta nelle varie lingue… e moltissimi altri indubbi vantaggi.

Allo stesso tempo, però, accade che i nuovi utenti (in linguaggio non proprio gentile sarebbero i «niubbi») non vogliono dimostrare di avere ancora molto da imparare, e cosí aprono blog, scrivono sui forum e sui siti informazioni completamente errate, generando ancora piú confusione. Tipico esempio, la citazione che ho scritto all’inizio dell’articolo: un utente che confonde GNU/Linux, base vitale del sistema operativo, con un’interfaccia grafica, affermando tra l’altro che le distribuzioni sono “basate” sui loro Desktop Environment (e, anche se non è esplicito, è chiaro il fatto che ritenga Ubuntu e Kubuntu uniche “versioni” di Linux).

Il peggio è proprio quando si verifica l’equazione «Linux = Ubuntu». Purtroppo Ubuntu (…nome che sinceramente non trovo affatto invitante — e meno ancora trovo invitante il suo colore marron-caccola) viene utilizzato ormai con lo stesso significato di Linux. Basta prendere come esempio il giornale «Total Linux» (che ho criticato aspramente nel mio articolo «Recensione delle riviste cartacee su Linux»), che considera scontato l’uso di Ubuntu da parte del lettore.

Linux non è Ubuntu. E nemmeno il contrario è completamente vero: Ubuntu si basa su Linux, come tutte le altre distribuzioni fanno. Il fatto che Ubuntu sia pensato per i “nuovi arrivati” non giustifica che esso debba essere trattato come unica e sola possibilità. È contro la filosofia del free software, ovvero «libertà di scelta». Ubuntu non può e non deve divenire unica e sola distribuzione di Linux come molti inesperti sperano, giustificando ciò come unico modo per migliorare costantemente tutto il sistema. Il motivo è chiaro: se la filosofia di Richard Stallman imponesse l’unione di tutti gli sforzi in un solo prodotto, oggi nemmeno Ubuntu esisterebbe, essendo derivato da un’altra distribuzione.

Oserei quindi affermare che Ubuntu è contemporaneamente la fortuna e la rovina di Linux. Fortuna perché avvicina nuovi utenti (favorendo cosí l’attenzione delle grandi società produttrici di hardware verso questo sistema), rovina perché i nuovi arrivati da Windows diventano di colpo inesperti, e giustamente la cosa non è molto bella per loro! Il fatto di non poter tramandare agli altri il proprio sapere li costringe a diffondere involontariamente notizie scorrette.

Ringrazio Ubuntu che, ripeto, è stata la mia prima distribuzione. Certamente non condivido tutte le loro scelte, ma ritengo che altri prodotti simili ad esso, fondati sulla semplicità d’uso, sarebbero sicuramente un bene (e mi pare che alcune distribuzioni si stiano già muovendo in questa direzione). Il problema è invece da ricercarsi negli utenti troppo saccenti!

Morale ironica della favola? Che gli esperti lavorino, e gli altri stiano zitti finché non lo diventano!

4 Commenti »

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  1. Non condivido ciò che affermi. La comunità è e deve essere la forza di Linux, della comunità fan parte tutti, dai programmatori, agli users esperti, agli users niubbi. Spesso un problema ad un “niubbo” viene risolto da un “seminiubbo”. Questo xkè chi ha ormai tanta esperienza magari, anche involontariamente, non si rende conto delle difficoltà iniziali di un nuovo utente. La saccenza degli utenti pertanto può essere un problema, ma in realtà non quella degli utenti niubbi, ma quella degli utenti esperti. Se da niubbo ti fai un giro ad esempio sul canale mirc di supporto ad ubuntu, troverai tante persone pronte ad aiutarti e a farti capire, ma anche tante altre che ti tratteranno con troppa superiorità o che non ti daranno risposte perchè penseranno che il problema da te posto è troppo stupido. Purtroppo invece non si può pretendere che chi vuole utilizzare un nuovo SO si faccia un corso o legga tutto il materiale disponibile su un wiki. Purtroppo la differenza numerica tra i Windows users e i Linux users è altissima, trovare informazioni per risolvere i problemi risulterebbe difficoltoso con i soli wiki o con i blog di chi ha già tanta esperienza e quindi non riporterà mai problemi semplici da primo utilizzo. Quindi ben venga la comunità attiva, ben vengano i blog divulgativi, anche se trattano problemi stupidi, anche se di tanto in tanto dicono una castroneria di dimensioni abnormi (come quella che hai riportato tu), comunque aiutano la comunità, comunque la tengono viva, comunque rappresentano un passaggio di testimone. Pian piano si fa esperienza e pian piano si migliora, la comunità cresce, i nuovi utenti prenderanno il posto dei vecchi e aiuteranno i nuovissimi.
    Se si vuole ampliare questa comunità non si può dire “noi siamo esperti, voi siete niubbi, state zitti”. Bisogna dire: “benvenuti niubbi, provate, chiedete, sbagliate, divulgate, imparate”.
    Per quanto riguarda Ubuntu, Ubuntu ha i meriti di aver semplificato la vita a molti, di rappresentare il passaggio più indolore da un sistema (Windows) che usi da quando sei nato. Per il resto poi, con l’esperienza ognuno fa la sua scelta, ma sinceramente io la penso un pò come Torvalds e ti dico che la semplicità d’uso è una delle caratteristiche primarie che cerco in una distribuzione. Ubuntu ha tanto software “inutile” forse, ma da “esperto” puoi rimuoverlo o sostituirlo con semplicità, quindi non vedo il problema. Poi se si ha la passione di costruirsi tutto da soli e pian piano, provi altro, ma Ubuntu è probabilmente al TOP per stabilità e semplicità d’uso, oltre che per una comunità ampia e un supporto elevato.
    Ovviamente questa è la mia opinione e non una critica a ciò che hai scritto.. siamo “free” software per fortuna.. e il bello è proprio poterla pensare come si vuole e non aver un unico pensiero che guida il tutto (vedi windows o ancora peggio mac)

  2. Concordo in parte con questa tua frase:
    «Bisogna dire: “benvenuti niubbi, provate, chiedete, sbagliate, divulgate, imparate”.»

    …senza però il “divulgate”. Il resto è giusto e consigliato, ma non capisco perché un totale inesperto debba “divulgare”! :D

  3. divulgate dopo aver imparato.. anche se avete imparato solo qualkosina. Questo era il senso. Ricordo che quando usavo Ubuntu da 5 giorni e cercavo aiuto nel chan ufficiale di ubuntu-it, mi capitava non di rado di aiutare qualkuno al primo giorno, che aveva problemi che io avevo superato solo qualke giorno prima, ma che nessuno aiutava perchè problemi “stupidi” per chi era abituto a ben altre cose!! Ripeto chi sa poco può comunque aiutare chi sa pochissimo. Anche se ciò può portare a diffondere qualche notizia o informazione errata.

  4. Anche la mia prima distro è stata Ubuntu..in seguito sono passato a Debian , ci ho messo come DE Xfce.. e sono felicissimo della scelta fatta!!

    Debian è un sistema operativo davvero potente e stabile. Devi solo avere un pò di tempo per settarlo (e anche un bel pò di pazienza)..per il resto, dopo 1/2 settimane di “lavoro” hai un sistema completamente personalizzato e sicuro.
    Insomma Debian ti offre il controllo totale del PC su cui lavori.
    Saluti
    http://www.debian.org/


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