Come funziona il terminale di Linux

17 Maggio, 2008 at 22:22 | In Linux | Leave a Comment
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Siete passati a Ubuntu, una nota distribuzione di Linux, ideale per i meno esperti? Avete l’ambizioso progetto di diventare hacker? Come per qualsiasi obiettivo, anche quello di diventare esperti di informatica necessita di lunga esperienza e di tanta voglia di imparare. E allora cosa c’è di meglio che imparare ad utilizzare il terminale di Linux?

Prima di tutto, spieghiamo che cos’è un terminale (detto anche shell o console, che si pronuncia consòl, e non come la carica politica): si apre, se utilizzate GNOME (l’interfaccia di Ubuntu, per intenderci), dal menù Applicazioni > Accessori > Terminale.

Il suo scopo è quello di permettere all’utente di eseguire comandi, anche avanzati, mediante il solo uso della tastiera. Il terminale, all’apertura, si presenta con una scritta del tipo

nome@ubuntu:~$

dove “nome” è il vostro nome utente, “ubuntu” è il nome della macchina su cui state lavorando seguito dai due punti, e poi sono presenti la tilde (~) e il simbolo del dollaro ($).

Al posto della tilde appare la cartella in cui vi trovate: se eseguite un comando, questo funzionerà in base al percorso in cui, appunto, si trova in quel momento il terminale. La tilde è un carattere speciale, indicante la vostra home (solitamente si tratta dell’unica cartella di cui potete modificare il contenuto, ovvero /home/nome); altrimenti apparirà l’indirizzo completo, come ad esempio

luca@ubuntu:/boot/grub$

che non significa altro che “mi trovo nella cartella grub che si trova dentro a boot”! Infine, il simbolo del dollaro indica il grado di controllo che abbiamo sul computer. Il simbolo $ indica poteri da normale utente, mentre il cancelletto (#) indica poteri di amministratore. Prestiamo estrema cautela quando abbiamo poteri illimitati: potremmo danneggiare tutti i dati e la stabilità del sistema commettendo operazioni sbagliate!

Queste sono le caratteristiche generali del terminale. Ogni comando che vogliamo eseguire dev’essere scritto e poi “lanciato” premendo INVIO sulla tastiera. Ricordiamoci, prima di eseguire un comando, di verificare che non siano necessari i poteri da amministratore: in tal caso, provvediamo ad ottenerli. Su Ubuntu è possibile farlo in due modi: il primo consiste nell’anteporre la parola «sudo» (da «super user do») al nostro comando; il secondo, invece, nel lanciare il comando «sudo su» per diventare amministratori e sostituire quindi i nostri poteri da normali utenti ($) con quelli da super-utente (#).

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